Dare nuova vita agli scarti agroalimentari, valorizzarli e trasformarli in energia rinnovabile, il biometano.

Alessandria Biometano nasce per dare il suo contributo alla transizione green del territorio di Alessandria, secondo i principi dell’economia circolare.

Progetto

Cosa facciamo – Descrizione del progetto

Attraverso la fermentazione anaerobica (in assenza di ossigeno) e grazie all’utilizzo di tecnologie innovative e sicure, Alessandria Biometano consente di trasformare in biometano gli scarti agroalimentari e gli effluenti zootecnici provenienti dalle aziende agricole e dagli allevamenti del comune e della provincia di Alessandria.

Il biogas prodotto dalla fermentazione, che avrà una percentuale di metano pari a circa il 52-55 %, verrà sottoposto ad un processo di upgrading (separazione del metano CH4 dall’anidride carbonica CO2) al fine di nobilitarne la composizione ed ottenere biometano. Il biometano così prodotto sarà destinato all’autotrazione ai sensi del DM 2 marzo 2018.

Processo

Come si produce il biometano

Gli scarti zootecnici e agroalimentari (liquame, letame, bucce e scarti di patate, buccette e scarti di pomodoro, vinaccia, sorgo, triticale) arrivano in impianto e vengono subito scaricati ed insilati.

Dopo un attento controllo, i sottoprodotti vengono separati, coperti e successivamente trasferiti in apposite strutture di stoccaggio coperte.

Giornalmente gli operatori caricheranno il bunker tramoggia (sempre coperto ermeticamente) con le matrici palabili. Nel frattempo le autobotti provenienti dagli allevamenti bovini scaricheranno i liquami nella pre-vasca, chiusa con soletta in calcestruzzo.

Le matrici verranno caricate tramite due tramogge di carico ai 3 fermentatori (1° e 2° stadio).

Le matrici palabili passeranno da un trituratore che assicurerà la giusta pezzatura del materiale (circa 2-3 mm).

La fermentazione delle matrici avviene ad una temperatura di 40°C e dopo un periodo di circa 60-80 giorni i microorganismi produrranno biogas (46-48% CO2 e 52-54% CH4.

Dopo aver pulito il biogas dalle impurità, lo stesso passerà in un impianto a membrane per la separazione del metano (CH4) dall’anidride carbonica (CO2). La (CO2) viene immagazzinata in un serbatoio e venduta all’industria alimentare (acque minerali) e cosmetica (spray).

Si ottiene così il biogas purificato, chiamato biometano (BM) con il 99,5% di CH4.

Un cogeneratore alimentato a metano prelevato dalla rete AMAG produrrà energia elettrica per le utenze ausiliarie della centrale.

Il biometano ottenuto sarà utilizzato principalmente per l’autotrazione per dare il proprio contributo alla transizione ecologica.

Numeri

Raffronto tra i progetti presentati

primo progetto presentato

nuovo progetto presentato

Superficie

38.000 m2

20.805 m2

Matrici in entrata

72.420 t/anno

44.150 t/anno

Matrici in uscita

67.022 t/anno

40.154 t/anno

Matrici oltre 70 km

3.800 t/anno

0

Mezzi conferenti matrici in ingresso

2.947 mezzi/anno

1.833 mezzi/anno

Mezzi per ritiro digestato in uscita

2.560 mezzi/anno

1.240 mezzi/anno

Direttrici per la viabilità 

4

3

Viabilità in entrata

14 mezzi/giorno

10 mezzi/giorno

Viabilità in uscita

13 mezzi/giorno

6 mezzi/giorno

Ulteriori novità introdotte nel nuovo progetto

Rispetto della distanza di almeno 150 metri dal Rio Ponte Rosso

Disponibilità di circa 800 ha per lo spandimento delle 40.154 t di digestato prodotto nell’arco dell’anno

Presentazione di una relazione agronomica contenente una descrizione delle singole aziende agricole relativamente all’azoto ricevibile con localizzazione dei terreni di spandimento

Presentazione dei contratti pluriennali per l’acquisto delle matrici e la vendita del digestato

Ottenimento allacci biometano e acquedotto AMAG e energia elettrica ENEL

Valori

Perché questo impianto serve?

Secondo Legambiente “la produzione del biometano è una grande opportunità per l’economia circolare e per la lotta alla crisi climatica nel nostro Paese”.

Ad oggi su tutto il territorio nazionale si contano 1.700 impianti di biogas a matrice agricola, di cui 180 in Piemonte e 45 nella provincia di Alessandria, di cui 6 nel Comune di Alessandria.

Alessandria Biometano è un tassello importante della più ampia strategia nazionale ed europea di transizione verso sistemi energetici green e alternativi agli attuali. Permetterà alla filiera agroalimentare del territorio di decarbonizzare le sue produzioni e di gestire al meglio i suoi sottoprodotti e scarti, valorizzandoli e trasformandoli in risorsa rinnovabile da redistribuire. Inoltre, faciliterà la messa a coltura di terreni collinari, contribuirà al miglioramento dell’aria e allo sviluppo socioeconomico dell’area grazie alla creazione di nuovi posti di lavoro (2 diretti e 5 indiretti - trasportatori).

Impianto

Tipologia e provenienza delle matrici

Alessandria Biometano utilizzerà solo sottoprodotti zootecnici e agroalimentari come liquame, letame, bucce e scarti di patate, buccette e scarti di pomodoro, vinaccia, sorgo, triticale. Circa il 92% delle matrici proverranno dal Comune e dalla Provincia di Alessandria, entro una distanza massima di 50 km. La restante piccola parte, che proverrà dalle Provincie di Pavia e Cuneo, arriverà da zone entro massimo i 60-70 km, distanza quindi paragonabile alle provenienze del territorio alessandrino. Sono già in corso trattative per acquisire i sottoprodotti da realtà ancora più vicine.

Perché Valmadonna

È stata scelta la frazione di Valmadonna per la sua forte vocazione agricola e per la vicinanza alle principali attività rurali e ai molti allevamenti bovini, come ad esempio le stalle della frazione San Michele di Alessandria. Questi elementi faciliteranno notevolmente le attività di utilizzo e di riuso dei sottoprodotti agricoli in ottica di economia circolare. Importante anche la vicinanza al casello autostradale Alessandria Ovest della A21 e alla Tangenziale di Alessandria. Importante anche l’ottima viabilità del sito, raggiungibile attraverso 3 direttrici di cui una principale e 2 secondarie, nonché la vicinanza al metanodotto AMAG.

Emissioni odorigene

Gli scarti agricoli in impianto saranno trattati nel rispetto delle normative vigenti, in totale isolamento per limitare al massimo problemi di natura odorigena, con la costruzione di barriere e siepi e la costante copertura delle vasche e del bunker di carico.

Le origini delle emissioni odorigene, di fatto simili agli odori derivanti da allevamenti e aziende agricole, non sono più percepibili ad una distanza di 500m dall’impianto. In ogni caso i processi di mitigazione (copertura bunker e vasche, spandimento del digestato con mezzi sarchiatori) limiteranno questo disturbo al minimo.

Primo Progetto

Nuovo Progetto

Viabilità

Il numero di mezzi che quotidianamente raggiunge l’impianto per conferire le matrici di alimentazione è di circa 10 durante quasi tutto l’anno, da suddividere su 3 direttrici: 8 di questi mezzi transiteranno dalla direttrice principale mentre i restanti 2 dalle direttrici secondarie. Analogamente il numero di mezzi che quotidianamente raggiunge l’impianto per il ritiro del digestato è pari a 13 nei 10 mesi in cui è consentito lo spandimento, da suddividere in 3 direttrici: 10 di questi mezzi transiteranno dalla direttrice principale mentre i restanti 3 dalle direttrici secondarie. Si osserva quindi come il numero di mezzi che quotidianamente si trova a percorrere le direttrici individuate sia davvero esiguo.

Le direttrici utilizzate saranno:
Direttrice Principale:
NUOVA DIRETTRICE EST: ACCESSO PRIVATO su Via Porcellana da SP 494
Direttrici Secondarie:
Direttrice Nord: SP31, tratto ovest di Strada Cerca, Via Porcellana
Direttrice Sud: Casello Ovest Via Porcellana (solo mezzi agricoli)

Paesaggio

L’impianto disterà più di 400 metri dalla prima abitazione, nel rispetto delle normative vigenti.

Questa tipologia di impianto non presenta alcuna criticità dal punto di vista dell’impatto visivo: si tratta infatti di tipiche strutture (vasche, trincee) presenti nelle aziende agricole di tutto il territorio, molto basse. In ogni caso è stato previsto un intervento di mitigazione visiva attraverso un mascheramento con alberi e arbusti di specie autoctone: carpino bianco, betulla bianca, quercia, acero campestre, corniolo, crespino, biancospino e rosa canina.

Innovazione

L’upgrading avviene attraverso un avanzato processo di purificazione che trasforma il biogas (54% CH4 Metano e 48% CO2 Anidride Carbonica) in biometano (99,5% CH4)

Materiali

Materiale scaricabile sul progetto

Ricerche, paper e best practices

Q&A

La superficie interessata dall’impianto sarà di 20.805 m2.

Come da Dlgs 2/3/2018 Incentivazione del Biometano, per biomasse agricole si intendono le colture non alimentari e quindi: triticale, sorgo, loietto, erba medica, trifoglio.

In impianto saranno utilizzati i seguenti sottoprodotti agricoli: buccette di patate, di cipolla e pomodoro, vinaccia, stocchi e tutoli di mais e, in minima parte, pule di riso.

Circa il 92% delle matrici proverranno dal Comune e dalla Provincia di Alessandria, entro una distanza massima di 50 km. La restante piccola parte, che proverrà dalle Provincie di Pavia e Cuneo, arriverà da zone entro massimo i 60-70 km, distanza quindi paragonabile alle provenienze del territorio alessandrino. Sono già in corso trattative per acquisire i sottoprodotti da realtà ancora più vicine.

Gli scarti agricoli in impianto saranno trattati nel rispetto delle normative vigenti, in totale isolamento per limitare al massimo problemi di natura odorigena, con la costante copertura di: trincee di biomasse, trincee di sottoprodotti agricoli, trincee di letame, bunker di carico (ermeticamente chiuso), pre-vasca di liquami, vasche di stoccaggio digestato tramite teli e copertura rigida. Sono inoltre previste anche la costruzione di un separatore del digestato solido dal liquido e siepi lungo il perimetro del deposito del letame. Il digestato sarà sparso in agricoltura con sarchiatori che lo immetteranno nel terreno, secondo le più recenti normative, proprio per limitare al massimo anche questa fonte di potenziale disturbo odorigeno.
Tutta la parte potenzialmente contaminata è impermeabilizzata con rete di raccolta delle acque e dei percolati: sia il piazzale che le trincee avranno pendenza verso il centro di ciascuno/a dove saranno posizionati pozzetti in ghisa per permettere la raccolta del percolato (liquido che si forma dall’insilato) che verrà raccolto tramite tubazioni interrate per essere quindi convogliato nei fermentatori ed evitando così la perdita di liquidi nel terreno.

I sottoprodotti agricoli verranno trasferiti e conferiti in impianto tramite camion e carri agricoli coperti durante il periodo di raccolta, generalmente verso metà-fine estate. Una volta in impianto gli scarti agricoli saranno sottoposti a controllo, separati e successivamente coperti con teloni di plastica a doppia telatura. Gli operatori Ravano Power preleveranno quotidianamente un quantitativo di ciascun sottoprodotto, in base alle necessità del momento. I sottoprodotti (letame, biomasse e sottoprodotti agricoli) sarà poi caricato nel bunker coperto ermeticamente, dove dopo la triturazione sarà immesso nei fermentatori dove verrà movimentato con delle miscelatori elicoidali interne e quindi inizierà il processo di fermentazione della durata di circa 60-80 gg.
Il biometano deriva da un processo di raffinazione del biogas finalizzato ad ottenerne un grado di purezza mediamente superiore al 95%; con alcuni processi di upgrading è possibile portare questa percentuale a valori superiori al 99%.

È stata scelta la frazione di Valmadonna per la sua forte vocazione agricola e per la vicinanza alle principali attività rurali e ai molti allevamenti bovini, come ad esempio le stalle della frazione San Michele di Alessandria. Questi elementi faciliteranno notevolmente le attività di utilizzo e di riuso dei sottoprodotti agricoli in ottica di economia circolare. Importante anche la vicinanza al casello autostradale Alessandria Ovest della A21 e alla Tangenziale di Alessandria. Importante anche l’ottima viabilità del sito, raggiungibile attraverso 3 direttrici di cui una principale e 2 secondarie, nonché la vicinanza al metanodotto AMAG.

Il numero di mezzi che quotidianamente raggiunge l’impianto per conferire le matrici di alimentazione è di circa 10 durante quasi tutto l’anno, da suddividere su 3 direttrici: 8 di questi mezzi transiteranno dalla direttrice principale mentre i restanti 2 dalle direttrici secondarie. Analogamente il numero di mezzi che quotidianamente raggiunge l’impianto per il ritiro del digestato è pari a 13 nei 10 mesi in cui è consentito lo spandimento, da suddividere in 3 direttrici: 10 di questi mezzi transiteranno dalla direttrice principale mentre i restanti 3 dalle direttrici secondarie. Si osserva quindi come il numero di mezzi che quotidianamente si trova a percorrere le direttrici individuate sia davvero esiguo.

Alessandria Biometano contribuirà allo sviluppo sociale ed economico del territorio con: la creazione di nuovi posti di lavoro, di cui 2 diretti e 5 indiretti (trasportatori); un indotto economico rilevante dovuto alla costruzione dell’impianto da parte di ditte locali; la messa a coltura di territori collinari; la valorizzazione dei sottoprodotti agroalimentari che altrimenti rimarrebbero inutilizzati e la loro trasformazione in biometano di alta qualità da poter usare per l’autotrazione.

Come da legge 387/03 è stata richiesta alla Provincia di Alessandria l’Autorizzazione. L’iter è proseguito con le informative sul progetto della Provincia di Alessandria agli Enti pubblici interessati, quali Comune, ARPA e Asl. A seguito delle modifiche e integrazioni richieste con la Conferenza dei Servizi del 11 marzo 2021, è stato presentato il nuovo progetto, basato su un ridimensionamento dell'impianto (-35% rispetto al primo progetto presentato).

I lavori inizieranno non appena ottenuta l’autorizzazione unica: l’inizio è quindi previsto per l’autunno 2021 con fine dei cantieri nell’autunno 2022.

Questo tipo di impianto non necessita di compensazioni ambientali, in quanto non produce emissioni dannose o climalteranti, né in alcun modo altera la biodiversità, la salubrità dell’aria, delle acque e del suolo.

Chi siamo

Ravano Power opera da anni nel settore delle energie pulite con integrità e serietà. Gestisce con successo e nel rispetto delle normative nazionali ed europee 30 centrali da fonti rinnovabili in Italia. Dal 1991 è presente ad Alessandria, in via Giordano Bruno, con il deposito di gas GPL della Carbotrade Gas.

Scopri chi siamo
www.ravanopower.com